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ATTERRARE MEGLIO ... SI PUO' !

ovvero

"Come portare correttamente un aereo
dal sottovento al parcheggio"

dalle lezioni magistrali di Alan Ellesmere Bramson

Traduzione e rielaborazione a cura di Paolo Piana

 

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INTRODUZIONE

Almeno tre quarti del tempo di un corso basico di istruzione al pilotaggio sono dedicati all'atterraggio. Questa Ŕ infatti fra tutte la manovra meno “spontanea”, che necessita dell'acquisizione di sensibilitÓ e capacitÓ di giudizio assolutamente tipiche del volo, ovvero la “coscienza e dominio della terza dimensione”. Nonostante questa sproporzione nell'impegno dell'istruttore e dell'allievo, i manuali di pilotaggio non dedicano in genere a questa fase del volo maggior spazio rispetto agli altri argomenti.

Alan Ellesmere Bramson, uno dei pi¨ noti esperti in campo aeronautico degli ultimi 50 anni, sia come teorico della didattica che come pilota collaudatore, ha pubblicato numerosi manuali che hanno riscosso notevole successo in tutto il mondo per la loro chiarezza ed incisivitÓ. Anche se questi manuali si riferiscono, almeno nelle loro parti generali, al pilotaggio dei pi¨ comuni “addestratori monomotore” (es. Cessna 152, ecc.), con pochi adattamenti Ŕ possibile estendere la considerevole mole di nozioni e consigli anche all'impiego dei contemporanei “ultraleggeri evoluti”. Quando Bramson scriveva i suoi lavori, circa 20 anni fa, questi piccoli gioielli della moderna tecnologia erano ancora di lÓ da venire, ma le loro prestazioni sono oggi assai simili (se non sovente superiori) ai velivoli basici dell'aviazione generale di allora.

Ho dunque pensato di selezionare ed adattare alcune parti dei lavori didattici di Bramson, in particolare fra quelle dedicate all'atterraggio, per cercare di colmare una lacuna nella disponibilitÓ di materiale teorico ad uso dei piloti del volo da diporto e sportivo.

A tutti coloro che, conoscendo l'inglese, desiderano approfondire ulteriormente questi argomenti raccomando vivamente la lettura dei testi originali. In questo modo si potrÓ inoltre apprezzare appieno la gradevolissima scrittura di Bramson, densa di “humor” tipicamente britannico, piuttosto difficile da rendere nella traduzione italiana.

Spero che questo lavoro possa essere utile sia ai piloti, pi¨ o meno novizi, che agli Istruttori di volo, ovviamente non come sterile “regola” (seppure dettata da uno dei massimi esperti della didattica aeronautica), ma come fonte di documentazione e, perchÚ no, di stimolo alla discussione.

Per finire, permettemi un paio di consigli:

1) Prendetevi il tempo di leggere anche la Prefazione ed il primo capitolo, seppure privi di contenuti tecnici pratici.

2) Le procedure descritte in queste pagine possono differire sensibilmente dalle Vostre abitudini di pilotaggio, pi¨ o meno buone che siano. Ogni nuovo esercizio dovrÓ essere pertanto affrontato con la massima prudenza ed attenzione; se non vi sentite sicuri non esitate a parlarne con il Vostro Istruttore di fiducia.

A tutti e con tutto il cuore "Happy Landings" !
Val Triversa, Dicembre 2000
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