La nostra Immagine
Credo che ci stiano prendendo in giro. Fino a qualche tempo fa ogni
aviatore era guardato con rispetto da tutti coloro che sapevano che cosa
fosse l’aviazione, un rispetto che ci veniva dato, se non altro, per
l’intrinseca pericolosità della nostra attività.
Più tardi, grazie anche a film “sciagurati”, la nostra immagine è stata
troppe volte accomunata a quella dell’eroe senza paura, del
guerrafondaio e dello spaccone. Accidenti, un bel passo indietro!
Ora però siamo arrivati al limite.
Avete mai visto la pubblicità della
grappa che aveva reso famosi i veterinari? Si proprio quella dei tre
amici che dopo aver salvato troppi animali sono andati a fare sub per
pescare le campane.
Ora si divertono a far atterrare al buio uno
sventurato pilota ed ex fotomodello. I tre amici fanno gli archeologi
sulle Tofane, hanno una baita piena di grappa ma non si sono ancora
posti un problema. Come cazzo lo portano giù l’aliante? In cordata? Non
lo sapremo mai.
Voltiamo canale, e qui la bonazza delle calze, dopo aver
giocato alla fotografa e aver cuccato ai box il cugino scemo di
Hakkinen, non riesce a spostare un tronco con la jeep 3000 benzina
turbo, quella che riuscirebbe ad arrampicarsi anche su un grattacielo.
Cosa ci combina allora? Abbaglia un pilota di idro costringendolo ad
atterrare per non finire contro le montagne, salvo poi chiedergli un
passaggio alla festa dei suoi amici.
E non è finita. Cambiamo ancora
canale e vediamo un giovane Topgun che distrugge un caccia da 30
miliardi rimanendo in mutande per salvare il suo rasoio a mano.
Vi prego, basta! Tuteliamo la nostra immagine.
Fester
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